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Il comune di Sizzano appartiene a: Regione Piemonte - Provincia di Novara

Chiesa di Santa Maria (Sec. XVI)

Nome Descrizione
Indirizzo Corso Italia
Telefono 0321.820329 (Parrocchia)
Apertura Occasionalmente Aperta - Richieste di visita presso la Parrocchia
Tariffe Gratuito
Pubblicazioni 1. Sizzano un paese attraverso i secoli, di Franco Dessilani - Comune di Sizzano, Disponibile presso la Biblioteca Comunale (euro 10)
2. Paesi fra collina e Sesia, Autori diversi - Edizioni prov.di Novara 1995
Situato nel centro del Paese, il piccolo santuario, ora dedicato all'immacolata, un tempo era intitolato a Santa Maria della Natività e dell'Assunzione.
Fin dal tardo Medioevo gli abitanti di Sizzano innalzarono attorno alla vetusta pieve di San Vittore altri luoghi di culto, la cui fondazione fu motivata inizialmente dalle nuove dimensioni assunte dal centro abitato in crescita, mentre nei secoli seguenti obbedì per lo più a esigenze di devozioni pubbliche o private.
E' difficile dire quando sia stata edificata la prima chiesa dedicata a Santa Maria, sul luogo di quella attuale. Dal momento che essa era ubicata nella località denominata in Cima di Villa, facilmente si può ipotizzare che sia sorta al tempo in cui attorno all'antico castello si andava formando il nucleo abitato dai rustici, occupandone l'estremità settentrionale, vale a dire tra la fine del Duecento e l'inizio del Trecento (secondo quanto abbiamo esposto nel capitolo 9). Trattandosi del primo edificio sacro che incontrava chi entrava in paese da settentrione, sulla sua facciata fu dipinto un grande ci sembrano importanti alcuni rilievi fatti a quel tempo circa le sue finestre: nel 1628 si precisa che aveva due finestre oblunghe e di forma antica, forse poste nell'absidiola, cioè in pratica due strette feritoie, mentre sopra la porta in facciata si vedeva una finestra bipartita da una colonnina lapidea, vale a dire una bifora, che in un documento del 1705 è detta all'antica.
Le feritoie e la bifora rimandano abbastanza chiaramente a un edificio di linee romaniche, agevolmente databile al XII-XIII secolo. I documenti scritti più antichi rimontano al 22 aprile 1485, data della nomina del canonico novarese Giacomino de Berta alla cappellania eretta nella antica chiesa.
Tale beneficio ecclesiastico, intitolato ai Santi Pietro, Maria e Giovanni Evangelista, era stato fondato in precedenza dal chierico Giovanni de Serona e da Lanfranco di Sizzano, e a quel tempo la facoltà di disporne e di nominarne il cappellano era passata per via ereditaria a Comino de Vignoto (o de Bignoto), oriundo di Sizzano ma abitante a Proh, e al suo consanguineo Antonio di Sizzano, il quale invece avrebbe preferito eleggere il prete sizzanese Tommaso de Borresio. Dopo circa un secolo sappiamo che nel 1560 e 1561 era cappellano della chiesa di Santa Maria in capite ville di Sizzano il prete novarese Pietro de Pogliano, che investiva Tognino de Valenio de Varzello di una casa e di un sedime presso la chiesa stessa.
Nell'agosto 1565 la cappellania, vacante per la morte del prete Pogliano, fu assegnata dal suo patrono Giovanni de Bugnoto al prete Rocco Comero, il quale un mese dopo dava in investitura a Domenico Comero per tre anni una vigna di proprietà del suo nuovo beneficio.
La prima visita pastorale all'edificio, compiuta nel 1569, registra solo che la cappellania goduta da don Rocco Comero aveva onere di una messa settimanale. Nel 1590 invece il patronato era passato dai Bugnoto ai Maggiore e la messa si diceva ogni sabato; la chiesa, nel 1590 e 1594 definita antica e abbastanza ampia, era ben costruita e con pavimento uniforme, ma non aveva nè volta nè soffitto; l'altare maggiore era dentro una piccola abside decorata da pitture antiche e corrose, come icona si vedeva un dipinto murale; altri due piccoli altari alle pareti laterali si dovevano demolire.
Le dimensioni della navata, come apprendiamo da carte successive, erano di braccia 28 di lunghezza e di braccia 12 di larghezza, equivalenti a circa 17 metri per 7 metri.
Presso l'abside sorgeva anche una piccola sacristia con soffitto a volta, sormontata dall'alto campanile con due campane. Una modesta casa con orto e due vigne costituivano la dote del beneficio, che rendeva circa 100 lire l'anno. Nel 1637 Santa Maria fu beneficata dal nobile Gerolamo Boniperti con un lascito di 12 scudi, allo scopo di restaurarne l'interno facendolo imbiancare, ma verso la metà del Seicento le condizioni della chiesa fanno notare una certa trascuratezza: mancano i serramenti alle finestre, il tetto è sconnesso e le acque piovane vi penetrano all'interno, l'altare è in disordine, la pulizia lascia a desiderare. Nel 1649 è annotata per la prima volta la presenza sull'altare di una statua della Madonna con il Bambino, in legno dipinto e dorato, definita tollerabile. Dieci anni dopo la cassetta di legno che custodiva la statua era considerata indecente immagine ingrandita Chiesa di Santa Maria - Cartello (apre in nuova finestra) dal vescovo Odescalchi, che invitava a provvedere una nuova ancona; ma nulla si fece, giacchè nel 1698 il vescovo Visconti constatava che tanto la statua quanto la sua ancona erano rudi. Nel frattempo la cuspide dcl campanile, abbattuta dalla folgore, era stata sostituita con un più dimesso tetto di tegole. All'inizio del Settecento l'oratorio aveva il pavimento e il tetto rovinati e il soffitto di assi sfondato in parecchi punti.